Passo del Sempione_1

Prima di andare al sodo leggendo e prendendo magari spunti da questo articolo voglio rubarvi due secondi per ringraziare l’ ideatore di questo percorso.

Lui è Stefano alias “il Vigz”, un amico del Nord conosciuto grazie alla passione per la moto, di quelli che acqua, neve, freddo, sole, chi se ne frega esco in moto lo stesso, di quelli che DucatiMerda ma…vabbè questa è per pochi, 😉 insomma uno di quelli affetti da una acuta motodipendenza che qualche giorno fa di punto in bianco mi contatta su WhatsApp e mi fà:

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Con suo fare pragmatico, “all’apparenza” un po distante e riservato in men che non si dica mi invia testo e percorso. Dalla mia risposta potete intuire quanto sia stato felice di ricevere un messaggio del genere che francamente non mi aspettavo da nessuno tanto meno da Stefano per me “Stè” (anche se ho una vaga sensazione che non gradisca l’ abbreviazione del suo nome che normalmente faccio e continuerò a fare, 😀 hihihi tipico vizietto del Sud, )
Inserito l’ articolo sul blog, ringraziato di cuore il Vigz, vi lascio al suo articolo.



PERCORSO
L’itinerario parte da Verbania, raggiungibile via autostrada, litoranea del Lago Maggiore SS33 o via traghetto provenedo dalla provincia di Varese.

Il primo tratto di strada è costituito dalla parte alta della litoranea del Lago, SS34. La strada è scorrevole, con una prima parte composta da veloci e larghi rettilinei per poi stringersi nei pressi di Cannero (!! Velox !!). La successione di curve e esse strette la rende molto divertente, è necessario però fare i conti con un manto non perfetto, alcuni lavori per allargarla e un traffico di turisti nelle stagioni calde.

Giunti a Cannobio vale la pena visitarne il piccolo borgo e dissetarsi in riva al lago. La domenica ospita un frequentatissimo mercato.

Superato il confine Svizzero la strada migliora, allargandosi, bisogna tenere comunque d’occhio la velocità e i sorpassi.

Giunti nei pressi di Ascona, consigliata la visita al borgo, si entra in una galleria di circa 2 km, superata la quale bisogna seguire l’uscita 100 Valli/Vallemaggia.

Si lambisce la parte occidentale di Locarno e si entra in Vallemaggia, costeggiando l’omonimo fiume per alcuni km. Si svolta quindi a sinistra seguendo Intragna/100 Valli.

Superata Intragna inizia il vero e proprio toboga di curve strette della 100 Valli, la strada è quasi completamente larga quel tanto che basta ad avere i due sensi di marcia separati dalla striscia centrale, il panorama si fa rapidamente montano e gli scorci incredibili che l’hanno resa famosa si palesano inaspettati. Qui non conta guidare forte o piano , è sempre un piacere salire questa strada.

A Palagnedra vale la pena fermarsi per foto panoramiche sul lago (artificiale) omonimo.
A Camedo la strada ‘bella’ finisce, si rientra in Italia e la carreggiata si stringe fino alla larghezza di poco più di 3 metri, diventando anche un po’ ‘smossa’ da buche e avvallamenti.

Il calvario dura poco, si giunge a Re, sede di un santuario dedicato alla madonna nera, da visitare l’esposizione storica degli ex-voto a lei dedicati.
Da Re a Malesco in valle Vigezzo il percorso si fa meno tortuoso e scorrevole.
Vale la pena fermarsi a Santa Maria Maggiore e visitarne il borgo antico.
La discesa della valle Vigezzo è rapida e oramai sempre meno affascinante dopo il taglio della strada in favore di una lunga galleria.

A Masera, fondovalle, si prosegue quindi in direzione Sempione/Varzo , percorrendo per alcuni km il tratto finale della superstrada che attraversa la Val d’Ossola, non vale la pena seguire la strada ‘vecchia’ che attraversa Varzo, tanto all’uscita del paese ci si congiunge con la superstrada che li finisce e inizia un tratto con un bel misto di fondovalle che segue il fiume Diveria. Si possono notare alcune cascate spettacolari e veri e propri canyon scavati nelle pareti del massiccio.

Giunti a Iselle si passa la dogana italiana ma si resta in Italia ancora per alcuni km. Superata la dogana Svizzera vi sono alcuni benzinai a basso costo rispetto all’Italia, dopodiché comincia la rapida salita di 17km alla cima del passo a 2005m slm. La strada sempre larghissima e spesso a due corsie è una vera pista, se si ha il coraggio di sfidare l’eventuale pattuglia 😀 Attenzione solo al vento laterale sui viadotti, soprattutto se anziché a velocità turistiche si sta salendo a velocità WARP.

Chi procede con più calma può godersi un panorama alpino bellissimo, le mucche al pascolo, le pecore dal muso nero tipiche del Vallese, regione della Svizzera che ospita il passo.

Se è ora di pranzo si può optare per la visita a Simplondorf per una raclette o bourguignonne.

Si è soliti fermarsi al bar rotondo appena giunti in cima al Sempione, in realtà se si procede di poche centinaia di metri si può vedere l’aquila simbolo del passo e raggiungere davvero il punto di sommità della strada e vedere il panorama che si apre verso Briga , città di fondovalle e dei monti che la sovrastano.

La discesa dal passo per rientrare verso l’Italia è sempre veloce……rientrati e superato Varzo si può seguire Crevoladossola e Valle Formazza per andare alle cascate del Toce, si segue per Crodo, e superato quest’ultimo si procede in una salita divertente che porta a Baceno, da lì si segue per Premia e le cascate. Dopo una relativamente breve salita a Premia si procede lungo un fondovalle posto a 750m slm circa, vale la pena farsi affascinare dalle pareti verticali che costeggiano la strada e le numerosissime cascate.

Superate le case di Foppiano si entrerebbe in una lunga galleria a vite che supera un dislivello importante per andare ad un secondo fondovalle posto a circa 1250m di quota.
Dico si entrerebbe perché se si fingesse di ignorare gli evidenti cartelli di divieto di accesso si potrebbe utilizzare la vecchia strada che scalava una parete con 7 tornanti in 1.5km. La strada è utilizzata dai residenti autorizzati, ma è sempre possibile sbagliarsi e percorrerla involontariamente, piano perché non è più manutenuta.

Giunti all’uscita della galleria si entra nella parte davvero alpina della valle, qui la comunità è Walser e le architetture e i nomi dei paesi lo dimostrano.

Passato Valdo e Ponte Formazza si arriva all’ultimo tratto della strada, un altro rapido e tortuoso serpente che si inerpica fino alla vallata da cui partono le cascate. Queste derivano oramai da una diga e sono aperte solo nei weekend e in giorni di festa.
Volendo arrivati alle cascate è possibile proseguire fino a Riale e al lago di Morasco, creato dalladiga.

Si ritorna a valle per la stessa strada fatta all’andata , e a questo punto si può passeggiare lungo la vecchia statale che percorreva la valle d’Ossola seguendo le indicazioni per Premosello e Vogogna fino ad arrivare a Mergozzo, luogo in cui vale sempre fermarsi per un ristoro, da lì Verbania è a pochi km.

RISTORO
Grotti della 100Valli in Svizzera
Malesco Per piatti veloci, panini e pizze
Craveggia per polente e cervi e stufati e formaggi…
Simplondorf Raclette
Mergozzo per il gelatino di fine giro

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